E se reclutassimopediatri all’estero?

Carenza di pediatri ospedalieri e Servizi pediatrici ospedalieri esternalizzati; calo delle nascite e necessità di mantenere attivi i servizi: esiste una via d’uscita?

Paolo Manzoni1, Mario Sanò2, Paolo Garavana2, Matilde Carlucci2

1 SCDU Pediatria e Neonatologia, Dipartimento Materno Infantile ASLBI, Università degli Studi di Torino

2 Direzione Generale, ASLBI

Nuovo Ospedale “Degli Infermi” di Ponderano (Biella)

Negli ultimi anni, due fenomeni hanno progressivamente inciso sulla sostenibilità complessiva del Sistema di cure pediatriche ospedaliere in Italia: la carenza di medici specialisti pediatri, avvertita soprattutto nei Reparti di Pediatria di Ospedali non Hub, unita al calo delle nascite che ha modificato molti scenari organizzativi e assistenziali della Pediatria ospedaliera.

Ciò ha determinato una contraddizione: se la diminuzione della popolazione pediatrica potrebbe giustificare l’idea che si può sopportare senza problemi la diminuzione di pediatri ospedalieri in servizio attivo, dall’altra però non è diminuita la necessità di mantenere in attività Centri Nascita/Servizi ospedalieri pediatrici con caratteristiche di continuità h24, 7/7. Questi continuano a necessitare di organici con numeri minimi non ulteriormente comprimibili di pediatri per garantire la continuità assistenziale, indipendentemente dai volumi complessivi di attività. Ne è derivata pertanto la necessità, anche per la Pediatria, come per altri Servizi ospedalieri, di ricorrere alla esternalizzazione dei Servizi di guardia notturna e festiva.

I fattori che hanno reso inevitabili questi passaggi sono noti e si sono sovrapposti l’un l’altro nel tempo. La riduzione del numero di medici ammessi alle Scuole di Specializzazione in Pediatria è stato il primo segnale d’allarme. I correttivi introdotti nel corso degli ultimi anni, quali un ritorno a numeri di iscritti più alti, e il decreto Calabria che ha permesso agli specializzandi di lavorare nei Reparti ospedalieri già prima della fine della scuola di specializzazione, non hanno però ancora fornito i risultati sperati. Continuano a mancare le “vocazioni” degli specializzandi per scegliere di lavorare in Pediatrie non-Hub, e a poco serve, per la copertura di guardie notturne, pomeridiane e festive, avere in organico un medico in formazione a cui è proibito coprire da solo turni di guardia lavorando in autonomia, stante l’attuale obbligo normativo. A questo si sono via via aggiunte le crescenti difficoltà nel sostenere i pesanti turni di lavoro ospedalieri da parte di pediatri con età media che avanzava progressivamente, senza adeguato ricambio generazionale, e la sempre minore competitività delle loro retribuzioni, con la frequente scelta del pensionamento anticipato volontario.

Da parte di molti reparti di Pediatria e Neonatologia, la esternalizzazione dei servizi di guardia ha sì evitato la soppressione di queste Strutture, ma le stesse si sono trovate “intrappolate” nell’accettare condizioni di mercato spesso svantaggiose pur di ingaggiare gruppi esterni di pediatri, con costi orari che arrivavano rapidamente a essere due/tre volte superiori rispetto a quelli sostenuti per il personale interno.

Quali soluzioni per uscire da questa spirale perversa di cui non si vede la fine?

Noi ne suggeriamo una: il reclutamento e successiva assunzione – mediante regolari procedure concorsuali – di pediatri che hanno conseguito il loro titolo all’estero, con operatività immediata nelle more del loro conseguimento della omologazione italiana dei titoli di studio. Questa strategia è possibile, ed è stata implementata con successo, ad esempio a Biella (ASLBI, Nuovo Ospedale “Degli Infermi”, Ponderano), applicando una normativa (DL24, Marzo 2023 e successive integrazioni e proroghe) che permette l’assunzione in deroga di medici laureati e specializzati all’estero qualora risultino vincitori di regolare concorso pubblico per posizione a tempo determinato, senza attendere l’espletamento positivo delle loro procedure di omologazione (processo che arriva a richiedere anche due anni). Grazie all’impegno convinto e proattivo della Direzione Generale ASLBI e di tutte le Strutture interessate (Personale, Giuridico, Ufficio Concorsi, ecc.), a Biella si è riusciti ad assumere negli ultimi due anni una decina di (ottimi) pediatri non italiani e a svincolarsi così dalla necessità di ricorrere a gettonisti pediatrici. .